Currently Empty: € 0,00
Cura del cavallo
Quando il cavallo suda: che cosa perde davvero e come favorire una corretta reidratazione
- 13 Luglio 2026
- 0
L’estate, un allenamento intenso, una gara o anche un lungo trasporto: sono tutte situazioni in cui vedere un cavallo sudato è del tutto normale. Eppure il sudore non è semplicemente il segno che il cavallo ha lavorato. È uno dei principali meccanismi con cui il suo organismo mantiene una temperatura corporea compatibile con la vita e con l’attività fisica.
Quando durante una visita mi trovo davanti a un cavallo che recupera lentamente dopo il lavoro
o che ha affrontato un esercizio particolarmente impegnativo, ci sono alcune domande che considero fondamentali.
- Che tipo di lavoro svolge abitualmente?
- Quanto suda durante l’esercizio?
- Quanto beve durante la giornata?
- Come recupera dopo il lavoro?
Queste informazioni raccontano molto di come l’organismo stia affrontando lo sforzo fisico. Ogni volta che un cavallo suda, infatti, non perde soltanto acqua. Con il sudore vengono eliminati anche importanti minerali, gli elettroliti, indispensabili per il corretto funzionamento di muscoli, nervi e apparato cardiovascolare.
Capire che cosa succede durante la sudorazione significa comprendere perché la reidratazione non consiste semplicemente nel “far bere il cavallo”, ma nel permettere all’organismo di recuperare l’equilibrio che ha perso durante il lavoro.
> Leggi anche: “La guida clinica all’idratazione del cavallo”
Perché il cavallo suda?
Ogni volta che un cavallo lavora, i suoi muscoli trasformano l’energia contenuta negli alimenti in movimento. Questo processo, però, è relativamente inefficiente: solo circa il 20% dell’energia viene utilizzato per produrre lavoro meccanico, mentre il restante 80% viene trasformato in calore.
Se questo calore non venisse eliminato rapidamente, la temperatura corporea aumenterebbe fino a compromettere il normale funzionamento dell’organismo. Per evitarlo, il cavallo dispone di un sofisticato sistema di termoregolazione, il cui principale meccanismo è la sudorazione.
Una caratteristica unica nei cavalli
A differenza del cane, che disperde il calore soprattutto aumentando la frequenza respiratoria, il cavallo utilizza prevalentemente la cute.
La sua pelle contiene una densità molto elevata di ghiandole sudoripare distribuite su quasi tutta la superficie corporea, capaci di produrre grandi quantità di sudore durante l’esercizio.
Il raffreddamento non avviene perché il cavallo produce sudore, ma perché il sudore evapora dalla superficie della pelle. Durante questo processo l’acqua assorbe calore dal corpo e contribuisce ad
abbassarne la temperatura. Quando la temperatura ambientale è elevata, l’umidità è alta o manca ventilazione, questo sistema diventa meno efficiente e il cavallo fatica maggiormente a dissipare il calore.
PERCHÉ COMPARE LA SCHIUMA BIANCA?
Il sudore del cavallo contiene una particolare proteina chiamata latherina.
Questa sostanza riduce la tensione superficiale del sudore, permettendogli di distribuirsi sul mantello, naturalmente idrorepellente.
Quando il sudore viene agitato dal movimento o dagli sfregamenti dell’attrezzatura, la latherina favorisce la formazione della caratteristica schiuma bianca. Si tratta di un adattamento fisiologico della specie che contribuisce a rendere più efficiente la dispersione del calore.
Che cosa perde il cavallo quando suda?
La risposta più immediata sarebbe: acqua. Ma non è l’unica.
Il sudore contiene anche elettroliti, cioè minerali indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo. Tra questi, quelli persi in maggiore quantità sono soprattutto sodio e cloro, seguiti da potassio e, in quantità inferiori, calcio e magnesio. Questi minerali permettono ai muscoli di contrarsi correttamente, ai nervi di trasmettere gli impulsi elettrici e contribuiscono a mantenere il corretto equilibrio dei liquidi corporei.
A rendere il cavallo un caso particolare è la concentrazione di questi sali. Il suo sudore è ipertonico: contiene cioè una quantità di elettroliti superiore a quella del sangue, ed è molto più ricco di sali rispetto al sudore umano. Per questo, in un cavallo che suda in modo intenso, la
perdita di minerali è proporzionalmente più rilevante di quanto si tenderebbe a pensare.
Il cavallo come recupera ciò che perde durante la sudorazione?
Le quantità in gioco variano molto con l’intensità del lavoro e il clima: in condizioni di sforzo intenso e caldo, un cavallo può perdere diversi litri di sudore all’ora, fino a totali che nelle prove
più impegnative superano abbondantemente la decina di litri.
Fortunatamente, nella maggior parte delle situazioni l’organismo del cavallo è perfettamente in grado di compensare le perdite dovute alla normale sudorazione. Acqua fresca sempre disponibile, una dieta bilanciata e foraggi di buona qualità rappresentano la base di una corretta reidratazione.
Solo quando le perdite diventano importanti o si ripetono per più giorni consecutivi può essere necessario valutare anche un’integrazione di elettroliti. Non è l’estate a determinare la necessità degli elettroliti, ma la quantità di acqua e minerali realmente persi con il sudore.
Tutti i cavalli devono assumere elettroliti in estate?
No.
Questa è probabilmente una delle domande più frequenti che si pongono al veterinario.
Un cavallo che vive al paddock, svolge una normale attività e ha sempre acqua a disposizione può non avere alcun bisogno di integrazioni, anche durante i mesi più caldi. Diversa è la situazione di un cavallo che affronta quotidianamente allenamenti intensi, gare, lunghi trasporti o lavori impegnativi in condizioni climatiche sfavorevoli. In questi casi le perdite possono essere molto maggiori e l’integrazione può rappresentare un
valido supporto.
La decisione deve quindi basarsi sul tipo di attività svolta e sull’entità della sudorazione, non semplicemente sulla stagione.
E durante l'inverno?
Anche questa è una domanda molto comune.
Molti cavalli sportivi continuano ad allenarsi durante tutto l’anno e possono sudare in modo significativo anche nei mesi invernali. Le temperature più basse facilitano la dispersione del calore e spesso rendono la sudorazione meno evidente, ma questo non significa che il cavallo non perda acqua ed elettroliti.
Ancora una volta è il lavoro svolto, più che la stagione, a guidare la scelta.
> Leggi anche: “Gestione e cura del cavallo nei mesi invernali”
L’alimentazione è il primo strumento per favorire il recupero
Prima ancora di pensare agli integratori, è importante ricordare che il recupero delle perdite inizi con una corretta alimentazione.
Una dieta equilibrata, formulata in funzione dell’età, dello stato fisiologico e del livello di attività, fornisce quotidianamente acqua, energia e minerali indispensabili per il normale funzionamento dell’organismo. Nei cavalli sani sottoposti a un’attività moderata, una gestione alimentare corretta è spesso sufficiente a compensare le perdite dovute alla normale sudorazione.
Gli elettroliti non sostituiscono una dieta ben bilanciata, ma possono rappresentare un supporto quando le perdite superano la capacità dell’organismo di recuperarle spontaneamente.
Come scegliere un buon elettrolita?
Non tutti gli integratori hanno la stessa formulazione.
Un buon prodotto dovrebbe contenere principalmente gli elettroliti che il cavallo perde con il sudore, in particolare sodio e cloro, mantenendo rapporti il più possibile simili a quelli delle
perdite fisiologiche. Può inoltre contenere potassio e altri minerali coinvolti nel recupero dell’equilibrio elettrolitico.
È importante leggere sempre la composizione del prodotto e non lasciarsi guidare esclusivamente da messaggi pubblicitari. Anche il contenuto di zuccheri merita attenzione. Piccole quantità possono essere presenti per favorire l’assorbimento intestinale di sodio e acqua, ma un buon elettrolita non dovrebbe basare la propria efficacia su elevate concentrazioni di zuccheri.
In sintesi
Gli elettroliti possono essere utili quando il cavallo:
- affronta allenamenti o gare impegnative;
- suda abbondantemente;
- è sottoposto a trasporti lunghi;
- lavora per più giorni consecutivi in condizioni climatiche difficili.
Non sono invece automaticamente necessari:
- perché è estate;
- perché il cavallo è anziano;
- perché tutti gli altri cavalli della scuderia li assumono.
Ogni cavallo è diverso e la scelta dovrebbe sempre basarsi sul lavoro svolto, sulle perdite realmente sostenute e sulla gestione complessiva dell’animale.
Quando un cavallo suda non perde soltanto acqua. Perde parte dell’equilibrio che gli ha permesso di sostenere lo sforzo. Favorire una corretta reidratazione significa permettere all’organismo di recuperare acqua ed elettroliti nelle giuste proporzioni, partendo sempre da una buona gestione dell’alimentazione e dell’acqua disponibile. Gli integratori possono rappresentare un valido aiuto, ma non sostituiscono una corretta valutazione delle reali esigenze del singolo cavallo.
Fonti:
- McCutcheon LJ, Geor RJ (1996). Sweat fluid and ion losses in horses during training and competition. Equine
Veterinary Journal Suppl. - NRC (2007). Nutrient Requirements of Horses, National Research Council — capitoli su acqua ed elettroliti.
- Geor RJ, Harris PA, Coenen M (2013). Equine Applied and Clinical Nutrition.
- Schott HC. Fluid and electrolyte therapy in the horse (in Reed, Bayly, Sellon — Equine Internal Medicine,
Saunders). - Beeley JG et al. (1986). Equine sweat protein (latherina). Biochemical Journal.
- AAEP Nutrition Guidelines — American Association of Equine Practitioners.
Disclaimer. Questo contenuto ha finalità divulgativa ed educativa e non sostituisce in alcun modo il parere del medico veterinario. In presenza di segni di disidratazione, malessere o recupero anomalo dopo il lavoro, contattare sempre il proprio veterinario di fiducia.

